E' arrivato settimana scorsa, o meglio, il corriere mi ha contattato per farmi sapere (Venerdì sera) che il mio "pacco" era arrivato e che, se volevo, potevo venirlo a ritirare al loro deposito di Segrate (ARG!) o che se preferivo me lo avrebbero consegnato loro Lunedì mattina.

Detto, fatto, sono saltato sul mio fido destriero e, a velocità folle (più o meno 60 all'ora su di un vecchissimo scooter di marca coreana ineffabile) ho attraversato la città per recarmi al deposito del vettore e, una volta lì. mi é stato consegnato uno scatolotto che una volta aveva contenuto una serie di confezioni di Corn Flakes (:-)) ed ora finiva i suoi giorni dall'altra parte dell'oceano con un Newton nella pancia.

Sorvolo sul viaggio di ritorno a casa perché é irrilevante, anche se sarebbe divertente raccontarvi di come sono riuscito a perdermi nei sobborghi della città in cui abito da dieci anni e, nella quale ho fatto il Pony Express per un'anno ... sigh ...

Comunque: arrivato a destinazione mi si poneva il problema di come "fare il pieno" al Newton. Sì perchè accendendolo mi era comparsa la finestra di richiesta della Password con annesso nome dell'ex possessore e la data di ultima accensione, dandomi così modo di accorgermi che il MessagePad era stato usato per l'ultima volta nel '96.
Dovendo quindi resettare il tutto (in mancaza della password di cui sopra), avrei perso tutti gli eventuali soft addizionali contenuti nella macchina.

Poco male. Visto che non c'era altra soluzione ho fatto il reset, ho collegato il Newton (tramite il solito cavo seriale) al mio Pb 145b datante del pre-mesozoico (System 7.1, processore 68020/20mhz, 4 mb di ram, 70mb di disco, display b&n, batteria esaurita che rende il tutto inutilizzabile se non collegato in permanenza alla presa di corrente, regalo di un'amica che (ohibò!) é passata al nemico comprandosi un pc laptop) e, infine, ho installato le Newton Connection Utilities.

Il povero vecchio Pb é stato così trasformato in una vera e propria "docking station" per il Newton che può ora "leggere" il contenuto di un cd (tramite lettore esterno collegato al Pb) o di una cartuccia magneto-ottica (anche in questo caso tramite lettore esterno collegato alla scsi del Pb).

Mi sono ritrovato con una vera e propria "postazione informatica" che fornisce al Newton tutto quello che gli manca(va) per "crescere" e diventare un vero e proprio computer portatile e non più un "pc companion" (così gli statunitensi definiscono i palmari).

Dato che il 145 non é più "trasportabile" ma funziona comunque benissimo, posso inoltre ancora utilizzarlo per tutti quei "lavoretti" che sul Newton non potrei fare (conversione grafica, compressione/decompressione di files ecc. ) e intanto lo uso anche per catalogare i backup del Newton sul disco.

Ora sì che ci siamo! Con il Newton in tasca posso dovunque e in qualunque momento fare tutto quello che farei con un portatile e, collegandolo al Pb a casa, utilizzarlo come se fosse un minuscolo desktop. In questi giorni stò sperimentando questa cosa e, malgrado qualcuno possa obbiettare che ho scoperto "l'acqua calda", credo che questo discorso sia tutt'altro che scontato.

Mi spiego meglio: esistono svariati software per Newton che lo espandono al punto di fargli fare cose che sembrerebbero impensabili con un palmare, alcuni esempi di ciò che dico potrebbero essere: Server di rete, fotoritocco, navigatore Gps, riproduttore musicale e via dicendo). La mancanza di spazio in memoria (aggirabile anche tramite le apposite schede di ram), non é più un problema se le applicazioni vengono caricate su di una "unità esterna" (il Pb) e utilizzate al momento del bisogno, per poi ri-scaricarle sul pb, con in più l'eventuale prodotto degli smanettamenti con il suddetto soft sul Newton.

Sono convinto che razionalizzando un tantino il tutto (collegamenti, backup, organizzazione dei soft in base alle esigenze, quotidiane, saltuarie, rare ecc.), potrei riuscire a sfruttare il Newton per fargli fare il lavoro per il quale, secondo me, é stato progettato: Rimpiazzare un computer portatile
in toto.

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questo mio tentativo di "isolazionismo informatico" (già, perché a parte il Newton e il fido Pb non ho altro ...), e vedremo se il tutto sarà coronato da successo oppure nò.

Quello che, in concreto mi propongo di fare, consiste nel dimostrare che con il Newton in palmo di mano non si ha bisogno di un portatile per andare in giro e lavorare lo stesso COME se si avesse un portatile. Basta ricordare che Il newton NON E' un Pb G3 e quindi NON permette di vedere i film in DVD (vero Piso?), NON permette di lavorare con display TFT 14/15" a milioni di colori, NON permette di portarsi in giro i cd rom o altre cartucce di backup assortite MA, fatte queste debite premesse, sul Newton si lavora e si lavora alla grandissima!.

Gli extra (films, giochi 3D, fotoritocco come se piovesse e cd rom sempre in tasca) li lasciamo a chi ne ha davvero bisogno per fare presentazioni "on the spot" ai consigli di amministrazione, o a chi deve per
forza avere sempre centinaia o migliaia di dati e/o di programmi a disposizione.
A questo punto siamo onesti: Quanti di noi hanno davvero bisogno di tutto 'sto "macello"? Quanti di noi sfruttano appieno il loro Pb G3 che potrebbe lanciare lo Shuttle su Marte e riportarlo indietro senza bisogno che ci sia a bordo qualcuno? Penso, da presuntuoso, che la maggior parte degli "utenti" comuni di Pb abbiamo REALMENTE bisogno di una frazione della potenza e della potenzialità che queste macchine offrono, ecco allora che questa frazione di potenza e di potenzialità sono già racchiuse in una scatoletta di 630 grammi che consente a chiunque di lavorare SERIAMENTE come su di un Pb, avendo comodamente a portata di mano ciò che serve e cioé L'ESSENZIALE senza il SUPERFLUO, anche questa frase può sembrare banale ma provate a confrontare le dimensioni del newton con quelle di un qualsiasi Powerbook G3 ... :-).

Alla luce di quanto sopra penso che si possa aprire un discorso interessante su di un mondo ancora abbastanza "inesplorato", quello dei palmari che, spesso, vengono usati come se fossero poco più di comuni agendine elettroniche. Chiunque voglia partecipare, portando il proprio contributo all'argomento, si senta libero di dire la sua.

Chiudo con la speranza di essere riuscito a suscitare in chi mi legge un minimo di curiosità in più rispetto ad'un prodotto, il Newton, che é stato ingiustamente e indecorosamente "ucciso" per fare posto a macchine ben più "mostruose" ed anche ben più ingombranti.

Lorenzo