Kodak DC4800 - Approfondimento

Uscire dal tunnel de: 'Le vostre foto pronte in 30 minuti'...
11-03-2001 - Tiziano Dal Farra

Seguito della recensione di Kodak DC 4800

Ho sperimentato altri aspetti meno immediatamente evidenti della Kodak DC4800.
Tramite lo stesso programma che serve a scaricare le foto contenute nella memoria CompactFlash, è possibile comandare col mouse lo scatto di ulteriori fotogrammi dalla macchina collegata via USB agendo nel pannello "Settings" e "Picture" che compare richiamandolo sullo schermo e col comando "Take Picture". In pratica quindi, riesce anche a effettuare parte delle operazioni di solito possibili con una qualsiasi WebCam collegata via USB, ma con in più la opportunità di sfruttare la qualità dei ben 3,1 megapixel in dotazione la cattura dell'immagine, inarrivabili dalle WebCam in commercio. (Non son fatte per questo, e svolgono funzioni a loro volta inarrivabili via digital camera). In altre parole, se NON vi serve/interessa la possibilità di catturare brevi filmati a 25 fotogrammi al secondo da spedire o condividere in rete, per le immagini statiche o per sequenze tipo 'foto a raffica' - se mai aveste questa necessità - la DC4800 lo può fare. Magari con l'aiuto di un piccolo treppiede alto pochi cm fatto con un pò di bricolage.
Qui è inutile che vi metta 3/4 Mb di fotogrammi nella pagina per provarvelo e perciò vi dovrete affidare a quel che scrivo, ma sono convinto che le possibilità di serie di questa macchina e ovviamente delle macchine equivalenti siano estremamente interessanti.
Starà alla vostra fantasia, esperienza ed a un pizzico di curiosità esplorare, sfruttare e inventare magari qualcosa di nuovo con i mezzi e gli strumenti oggi a disposizione. Ovvio che questo tipo di discorso vale non solo per la macchina in esame, ma può essere applicato a qualsiasi altro mezzo informatico. Altrettanto ovvio è che molto dipende dalle opportunità offerte dal software in dotazione (il programma cioè che governa la macchina ed il suo processore) e che Kodak potrà sviluppare ulteriormente in seguito. Le prospettive sono interessanti, in quanto la macchina è recente e sicuramente alcune funzioni attualmente assenti o non previste in fase di progetto verranno probabilmente incluse negli aggiornamenti a seguire.
Ad esempio, io per sola curiosità mi sono andato a scovare il primo aggiornamento del firmware trovato di serie (e recante il N° di rilascio 1.0000) che ora sulla mia macchina è aggiornato all' 1.0400. Dopo l'aggiornamento, fatto con una patch caricata via cavo USB, nessuna variazione apparente di colori, funzioni, suoni o altro. Le migliorie introdotte non sono direttamente avvertibili dall'utente ma sicuramente non si è perso nulla delle funzioni originarie, italiano compreso. La suddetta installazione dell'aggiornamento è stata indolore (nessun problema cioè) ed ha preso pochi secondi. Sul pannello LCD si segue il progresso completo.
Il 'firmware' è quella parte di programma che fa da base al processore per poi accogliere (ad esempio nel computer) il sistema operativo o un programma specifico (e questo è il caso della Kodak) da avviare e gestire. In questo caso, la Kodak ha solamente ovviato a qualche impercettibile 'bug' riscontrato e che avrebbe forse dato qualche noia ad alcuni clienti in particolari situazioni. Normale, da parte di una Azienda seria! E la Rete dà la possibilità di aggiornare programmi (se occorre) o quanto meno esserne informati.
Una vera versione completa di firmware con funzioni aggiunte potrebbe denominarsi 1.2000 o qualcosa di simile. Entro fine anno vedremo sicuramente, da utenti Kodak e frequentandone il sito, qualcosa del genere. E se accadrà, ve ne darò conto su Tevac news, visto che mi sono scoperto perdutamente 'innamorato' della macchinetta (leggere: 'amore a prime foto') e delle sue possibilità.
Di conseguenza mi sono iscritto d'impeto al programma Kodak rivolto agli sviluppatori.
Se son rose...
Dicevo, è sorprendente per me constatare la genuina sorpresa degli inquadrati di turno vedendosi ritratti e tre secondi dopo 'restituiti' in maniera eccezionale via digital camera sullo schermo LCD. Effetto 'Polaroid'!!
Eccezionali, a mio parere, le foto della 4800 al chiuso senza flash. Spessissimo, infatti, la stessa inquadratura riesce molto migliore e naturale disattivando la funzione 'flash', anche in condizioni di penombra o con scarsa illuminazione. A confronto con una fotocamera tradizionale, la differenza è inimmaginabile se non si prova una digitale come questa.
La luminosità, o la 'vista da gatto' dell'obbiettivo Kodak Ektanar non finisce di stupirmi.
Risultati del genere, via procedure tradizionali (scatto, sviluppo, visione poi del risultato) sono impossibili o costosi in tempi e denaro per il cliente fotografico standard, come ero anch'io. Ovvio che qui parlo della DC 4800 solo perchè non ho avuto in precedenza un'altro confronto di tipo digitale, ma se tanto mi dà tanto, queste macchine spopoleranno. Probabilmente con gravi imbarazzi per gli attuali fotografi ai quali siamo abituati...
Va detto però che la fotografia tradizionale è e resterà insostituibile per risultati particolari, come foto sportive/artistiche/creative o per uso professionale. E lo resterà a mio parere per un bel pezzo.
La differenza sostanziale ed evidente è che una digitale così risulta molto più pratica nell'uso casuale o quotidiano per via dei costi irrisori a livello di fotogramma, basterà quindi scegliere un modello rispondente in termini di costo alle proprie esigenze.
Il discorso sarebbe lungo, ma è già intuibile. La possibilità di fare infiniti scatti (batterie e memoria permettendo, ma questo è un'altro paio di maniche...) rispetto ai rullini tradizionali è già sufficiente a dare un'idea.
Faccio un'esempio banale e autobiografico:

Procedura tradizionale.
Se ci fosse un evento tipo 'matrimonio' o festa tra amici uno si munisce di rullino nuovo (poniamo 36 fotogrammi a colori 200 ASA).
Costo lire x.
E poi scatta 27 fotogrammi nel corso della festa, con e senza flash. Dopo aver portato il rullino al fotografo per lo sviluppo, paga e vede il risultato (o viceversa...). Lire xx.
Dei 27 fotogrammi - gli servivano in breve tempo le foto pronte, e già c'è stata una 'perdita' per le 9 foto non effettuate - sei foto sono risultate troppo chiare, tre sono troppo scure e due sono impresentabili (mosse, tagliate, ecc.). A quel punto son passati due/tre giorni, non si può ricreare l'ambiente, ha sborsato lire xxx ed i risultati son quelli. Delle rimanenti foto, di due venute particolarmente bene farà un adeguato ingrandimento pari ad un foglio A4 da incorniciare. Costo ulteriore lire xxxx.

Digitale.
Il nostro va alla prossima festa ma munito stavolta di Digital Camera.
Se la situazione (e la sua dotazione) lo permettono, scatterà decine di fotogrammi anche in condizioni a prima vista impossibili potendo eliminare in pochi secondi le inquadrature fasulle per far posto a nuovi scatti. E potrà cambiare nello spazio di pochi secondi le impostazioni (ASA100/200/400, tempi, autoscatto, ecc.). Come se avesse al seguito due o tre macchine tradizionali con rispettiva dotazione di obiettivi, flash esterni ecc. avendo il pieno controllo in tempo reale della situazione.
Fatto ciò, potrà pochi minuti dopo il ritorno a casa scaricare/trattare/spedire direttamente via e-mail/ stampare in qualità fotografica (se richiesto e a mezzo di carta speciale) le foto catturate.

In sostanza, le stesse 27 foto (o 40, o 200) che riporterà a casa dall'evento saranno tutte di ottima qualità, gestibili ed organizzabili in pochi minuti in privato. Il costo finale e soprattutto i tempi per avere in mano il prodotto finito saranno allora direttamente proporzionali allo scopo finale ed alla relativa dotazione tecnica messa in opera. Se ne avrà la possibilità, potrà ingrandire senza perdite inaccettabili fino a un A3 per un poster.
Nella più tranquilla delle ipotesi, avrà a fine anno sul computer o in un disco esterno apposito quella che normalmente viene conservata come "raccolta di diapositive" ad un costo che a occhio sarà un centesimo di quello che avrebbe sostenuto presso un fotografo tradizionale e senza i problemi di conservazione, catalogazione e soprattutto ingombro.
(Senza contare la 'organizzazione', abnegazione e 'resto' per visualizzare diapositive: aargh!!!)
A questo punto, due cavi, un televisore (o lo stesso computer) e via! Oppure un masterizzatore e... voilà, pronto un CD multimediale. Ci si mette più a dirlo che a farlo se il computer NON porta scritto "Intel inside"... eh eh...
Sagace, come direbbe un certo Bisio negli spot!
Ed allo stesso modo della opzione 'chimica' ma con meno passaggi obbligati di scannerizzazione da eseguire, si potranno ottenere immagini 'trattate' per mezzo di programmi appositi allo scopo di aggiungere o togliere elementi quali testo, particolari della foto non edificanti (brutture, auto, personaggi e chi più ne ha più ne metta). Il tutto grazie al formato digitale creato già in partenza al momento del primo 'clic'. Magico, no?
Ovvio che gli obiettivi raggiunti saranno in proporzione alla curiosità, inventiva e (non dimentichiamocelo) alle esperienze maturate dal soggetto che scatta e va poi a trattare l'immagine. Ma in definitiva, prospettive senz'altro interessanti sono oggi alla portata di moltissimi. La strada è tracciata e praticabile. Non resta ora che percorrerla.
Solo per il fatto di leggervi adesso queste righe, probabilmente avete già fatto la parte più impegnativa e costosa della faccenda. Non vi rimane allora che dotarvi della cosiddetta 'periferica' (digital camera) e scatenare la vostra fantasia.
Se son rose...

Qui sotto tre esempi dello stesso fotogramma ripresi con differenti regolazioni della camera: normale (modo automatico), bianco & nero e filtro 'seppia' (cliccateci con il mouse per vederli in dimensioni originali).
Hanno come soggetto la mia casa preferita, in condizioni atmosferiche non ottimali: tempo coperto, post nevicata, luce scarsa (assenza di ombre), freddo (-4°). Perdonerete la data impressa in basso a destra che deturpa un poco l'immagine, ma era una delle prime prove delle opportunità offerte dalla DC4800. Potevo farla sparire con un programma di ritocco, ma forse non avrebbero avuto più il valore di documento.
Sono fotogrammi che ho poi ridotto come dimensioni e formato da JPEG a ".gif "(ed i Kb di conseguenza) rispetto agli originali a mezzo del PhotoShop 6.0 in dotazione.

Incidentalmente (eh eh...) , secondo me il soggetto delle foto ha pure un nesso col concetto 'Apple', cioè 'Mela'... lo vedete? Manca solo un picciolo!
Per i curiosi, il sito è Forni di Sopra, provincia di Udine, al confine con la provincia di Belluno. Località Andrazza. Se passate a trovarmi da queste parti... e ci sono, cosa non frequente, potrei portarvi pure a Forni di Sotto in tournèe gastronomica.

Tiziano Dal Farra, Udine
11-03-2001

 

- 11/03/01