Spalshscreen di DrawThing 2.9

La Striscia di Controllo vi va stretta?
La Pulsantiera vi scoraggia?
Provate DragThing 2.9 ...

Il test è stato condotto dal vostro Power Volpino.

 

 


Scheda del prodotto:

Nome: DragThing 2.9
Prodotto da: James Thomson
Sito web: www.dragthing.com
Prezzo: 20$
Configurazione minima: Mac equipaggiato con 68020 o PPC
System 7.5.5 (consigliato 8.x o superiore)
Per utilizzare delle URL nel dock deve essere presente Internet Config 2.0 o superiore.

La prova è stata condotta su di un PowerMac G3/300 grigio ed un PowerBook FireWire con 128 MB di Ram con MacOS9.0.4

Il Dock della discordia.

Il nuovo MacOSX rischia di diventare un momento epocale per la nostra comunità non soltanto perché rappresenta l'arrivo di quel sistema operativo "maturo" che tutti noi stiamo aspettando da dieci anni, ma anche perché segnerà una trasformazione definitiva dell'interfaccia che ha reso il MacOS quello che è. Ed uno di punti che ha mantenuto alta la tensione tra conservatori ed innovatori è proprio la creazione del 'Dock', quella zona alla base del nostro desktop destinata a conservare le icone delle applicazioni utilizzate più di frequente e quelle che sono correntemente in uso ma che non debbono pesare sullo spazio del video con la loro ingombrante presenza. La cosa buffa è che il 'Dock' esiste già e da parecchio tempo. E funziona piuttosto bene, tanto bene da essere in procinto di venire 'carbonizzato' per il funzionamento sotto MacOSX! Per coloro tra di voi che non ne hanno mai sentito parlare dirò che questa simpatica applicazione si chiama DragThing ed è stata sviluppata dall'inglese James Thomson.

E voi ancora rimanete lì a litigare, cuori di burro...

Provate a pensare ad una 'pulsantiera' sotto steroidi. Ecco una pallida idea di cosa può fare DragThing; ma questa piccola applicazione è capace di realizzare molte cose ed è enormemente cresciuta in tutti questi anni. Le sue capacità di configurazioni sono sorprendenti e non mi stupirei certo se la Apple, un giorno, decidesse di mandare in pensione la vecchia Pulsantiera per sostituirla con questo programma.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo in quale ginepraio ci stiamo ficcando!

 
Finestra principale di DrawThing

Fig.1 Come si presenta DragThing.

Un layer al giorno leva il medico di torno...
O no?

DragThing non si limita a fare le veci della vetusta Pulsantiera; il programma può essere utilizzato agevolmente come struttura capace di conservare gli alias delle applicazioni che utilizziamo più spesso e come process switcher, o scambiatore di processi (terribile cercare di tradurre alcune espressioni inglesi) che si occupa di passare tra un'applicazione attiva all'altra, operazione già disponibile utilizzando il menu staccabile "Applicazioni", introdotto nel nostro sistema operativo con l'arrivo del MacOS 8.5.

Puntate il vostro browser sul sito del suo realizzatore e scaricate il corposo file che contiene l'applicazione dragthng.hqx [3 MB]. Una volta che lo avremo scompattato, scopriremo che il file contiene parecchio materiale:

  • L'applicazione stessa ed una sua versione Lite caratterizzata dall'avere tante, tantissime funzioni in meno rispetto alla prima
  • Un paio di utili Read Me e l'applicazione dedicata alla registrazione del programma (lo shareware va sempre pagato, ragazzi...)
  • Alcuni link utili alla pagina dell'autore
  • Cinque cartelle che contengono tutto quello che serve al programma per il suo buon funzionamento (AppleScript, file di localizzazione, moduli per configurare i colori e così via). 

Una buona notizia vi arriverà non appena lancerete il programma; si può istallare una versione dell'applicazione in italiano! Bellissimo, specialmente nella fase iniziale, quando si deve imparare a configurare le numerose funzioni di DragThing. Confesso di avere trovato alcune piccole imperfezioni nella traduzione nella nostra lingua, ma la cosa non mi ha infastidito più di tanto. Una bella revisione e passa tutto. E, questa volta, lasciatemi ringraziare per il buon lavoro fatto lo staff di ItaliaWare [www.italiaware.net] nel tradurre tutta l'applicazione in Italiano. Fate ancora un piccolo sforzo di revisione, ragazzi e complimenti per il compito che vi siete accollati. Mi auguro tanto che ne valga la pena.

"...Sitting on the Dock of the bay..."

Fondamentalmente DragThing serve a mettere ordine sulle nostre scrivanie, dove l'utente Mac abitualmente lascia ogni genere di elementi. E' sufficiente trascinare un applicazione, un file, una cartella su di una delle caselle (tile) che compongono il nostro dock per "memorizzarlo" all'interno di DragThing ed averlo, da questo momento, sempre a nostra disposizione. Volendo il Dock (e di Dock possiamo crearne parecchi e mantenerli tutti attivi sul nostro schermo, a patto di avere uno schermo sufficientemente grande) può contenere anche collegamenti a server oppure degli indirizzi per la Rete validi (URL) che possono venire lanciati direttamente, con un singolo o doppio click del mouse, a patto di avere correttamente istallato Internet Config oppure il pannello "Internet" del MacOS.

Finestra delle preferenze - 1

Fig.2 Una striscia... Colorata!

Istallare il programma è piuttosto semplice. Non dovete fare nulla, solo lanciarlo. Non vi lamentate, altrimenti mi arrabbio, incontentabili... 8) Se volete che il vostro Dock preferito si attivi alla partenza del Mac ricordatevi di creare un alias del programma e di posizionarlo nella cartelle "Avvia con" all'interno della Cartella Sistema.
Ma ora il nostro Dock è vuoto, o meglio contiene soltanto un Layer vuoto. A questo punto non possiamo fare molto con il programma. E' il momento di configurare l'applicazione per le nostre necessità, layer compresi!
Attraverso i comandi "Nuovo Dock" e "Aggiungi Layer" presenti nel menu "Archivio" possiamo attivare nuovi Dock ed aggiungere al Dock attivo quanti Layer desideriamo (occhio alla memoria disponibile, però!). Ciascun Layer viene caratterizzato da un proprio nome, da alcune caratteristiche di visibilità e forma. Possiamo così realizzare Layer che contengono elementi accomunati dal loro utilizzo, dal loro posizionamento nel disco rigido, dalle nostre necessità. Possiamo avere un Layer che contiene tutte le applicazioni destinate alla Rete/alle reti, tutti i giochi, tutti i programmi di grafica e così via. E' possibile trascinare i vari elementi all'interno dei Dock, farne delle copie, eliminarli. Addirittura possiamo importare ed esportare i Dock, estrarre da un documento HTML tutti gli indirizzi e raccoglierli dentro un Dock apposito, esportare tutti gli URL contenuti in un Dock per creare un file HTML leggibile da qualsiasi browser. Non c'è che dire, il suo realizzatore si è dato molto da fare per dare all'utente una grande flessibilità di utilizzo!

Finestra delle preferenze - 2

Fig.3 E pure musicale!


Per infiniti multipli.

Ed ecco il centro nevralgico di ciascun Dock, i Layer. Ogni dock può raccogliere diversi Layer dove sono suddivise le varie applicazioni che ci servono. Possiamo così procedere ad una ulteriore suddivisione dentro ciascun Dock; per esempio il Dock dedicato ad Internet può contenere un Layer dedicato ai browser, uno alle applicazioni di servizio, uno ai client di posta elettronica, uno per i programmi destinati all'FTP, uno per gli indirizzi che utilizziamo più spesso e così via. Ma un Dock con tanti Layer non andrà ad occupare troppo spazio? Eliminiamo allora la cornice del Dock ed affidiamoci ai soli Layer. Il programma prevede anche questo e ci permette di configurare la visibilità del Dock e dei vari componenti dei Layer (nomi, etichette, tabs, etc.) proprio per evitare il consumo eccessivo dello spazio sulla nostra scrivania. Se poi lo spazio risultasse realmente un fattore decisivo (per esempio se state utilizzando un piccolo monitor) il programma vi da la possibilità di "minimizzare" il Dock che state utilizzando, trasformandolo in una piccola finestra fluttuante che riporta il solo nome del Dock, pronto per ritornare alle dimensioni originali non appena selezionato. Naturalmente le possibilità di utilizzo del programma sono notevoli e mi sarebbe impossibile descrivervi tutte le configurazioni e le trasformazioni possibili delle parti che costituiscono il programma, ne mi è possibile elencarvi tutte le opzioni che sono a nostra disposizione. La finestra delle preferenze del Dock e quella delle preferenze del programma sono a nostra completa disposizione e non aspettano altro che le nostre decisioni (ed i nostri esperimenti!) per trasformare completamente DragThing.

Preferenze dei Layer

Fig.4 Configuriamo i Layer.

Impressionante la varietà di queste opzioni, anche senza contare quelle che abbiamo già citato in precedenza. Volete bloccare il vostro Dock in modo da non poterlo modificare accidentalmente? Potete farlo. Volete che il vostro Dock fluttui sempre e comunque sulle finestre aperte delle altre applicazioni? Potete farlo. Volete associare ad un dato elemento una combinazione di tasti che lo attivi automaticamente? Potete farlo (ed io l'ho fatto, alla faccia di Winzoz 9x/2000 che lo fa di serie! 8p)

Se poi vi sentite creativi ed i colori di default non vi soddisfano pienamente potete decidere quali colori scegliere per le varie parti del programma, modificare l'ombreggiatura che conferisce lo stile tridimensionale ai vari Layer. E per i veri creativi è possibile salvare queste configurazioni a parte e scambiarle con altri che utilizzano questo programma (alcune di queste configurazioni sono fornite di default). Se è possibile definire l'aspetto ed il colore delle varie parti del programma, perché non fare lo stesso con i suoni? Anche i suoni associati alle varie azioni del programma sono pienamente configurabili e possono sfruttare i file sonori che potete trovare in giro; li piazzate nella cartella sistema e DragThing potrà utilizzarli per le sue operazioni. Inoltre è possibile utilizzare, definendoli in anticipo, determinate sequenze di tasti per automatizzare funzioni che siano attivate nei Dock attivi in quel momento.

E per finire il programma prevede la definizione di punti sensibili che permettano all'utente di portare automaticamente in primo piano l'applicazione, oppure di portarlo sempre automaticamente in secondo piano.
E se il Mac va in bomba? L'applicazione, al riavvio successivo,controlla automaticamente che le preferenze non siano danneggiate e se è il caso le sostituisce con una copia sana...!

Preferenze dei Dock

Fig.5 Anche i Dock possono essere configurati.

La misteriosa arte dello scripting.

Come ci potevamo certamente aspettare da un'applicazione tanto ben fatta, DragThing è completamente scriptabile e registrabile. Molti di voi non sono certamente dei maghi con AppleScript ma vi sarà sufficiente aprire lo Scrip Editor e selezionare il bottone "Memorizza"; da questo momento ogni operazione fatta verrà registrata in uno script che potrete salvare per il futuro. Ogni volta che eseguirete questo script le azioni verranno ripetute. La cartella dell'applicazione contiene una sottocartella chiamata "Scripts di DragThing". Una volta che avrete realizzato i vostri script non dovrete fare altro che trasferirli dentro questa cartella e potrete utilizzarli in qualsiasi momento attraverso il menu a discesa "Scripts" che verrà visualizzato dalla stesso DragThing. Trascinate uno script su di un Dock e questo verrà automaticamente eseguito...
Se deciderete di utilizzare ApplScript, potrete trovare comandi e classe supportate nel dizionario dello "Script Editor".

Ho lasciato per ultimo la descrizione di un ulteriore Dock flottante, il Dock dei processi, una sorta di menu Applicazioni che fin dall'inizio possedere alcune delle caratteristiche aggiunte al menu applicazioni dalla Apple soltanto con l'uscita del MacOS 8.5. Inoltre questo dock permette di nascondere le applicazioni in background ed è sempre flottante. Forse non è poi così utile ma è comunque a nostra disposizione.

Uno su mille ce la fa.

Stranamente non ho molto da dire, alla fine di questo mio articolino. E' tutto qui; il programma vale almeno una prova. Per i più pignoli possiamo dire che:

Pro.

  • Leggero, utilissimo, stabile, molto Mac-Like
  • E' un'applicazione ergo si rischiano poche bombe
  • Abbastanza intuitivo nell'uso
  • Dotato di stupefacente configurabilità; qualche volta anche troppo configurabile, tanto che l'utente inizialmente si perde in tutte le sue configurazioni! 8)
  • Aggiornato piuttosto spesso, utilizza in maniere pesante le varie caratteristiche del nostro sistema operativo (con buoni risultati)
  • E' localizzato in italiano
  • Per strada troviamo già una versione per MacOSX

Contro.

  • Alcune imprecisioni (semplici refusi) nella traduzione del manuale; l'aiuto in HTML avrebbe bisogno di un paio di modifiche... Sono certo che lo staff di ItaliaWare ci ha già pensato!
  • Su monitor di limitate dimensioni anche numerosi Dock possono dare problemi di spazio.
  • Se esagerate con i Dock ed i Layer occhio alla memoria!

Una nota per chiudere: pare che molti produttori di utility abbiano tentato invano di acquistare il programma; eppure il suo autore ha sempre deciso di rifiutare queste offerte per mantenere il massimo controllo sullo sviluppo di DragThing. Sia vero o no, datele una occhiata.

Bao!

 

Per Ulteriori Informazioni:

Produttore: James Thomson

Web:
www.dragthing.com
Mail:
james.t@kagi.com

Per acquistare:
Web:
http://order.kagi.com/?6B

 


 


- 21/01/01