PowerMail 2.3

di Vittorio Barabino

Nella nostra rassegna dei mailer che cercano di raccogliere l'eredità di Emailer, la settimana scorsa avevamo visto Mailsmith, un mailer molto promettente ma ancora con qualche indecisione... oggi vediamo Powermail, un mailer uscito all'incirca nello stesso periodo, ma già perfetto nel suo genere.

L'organizzazione della posta.

Come Microsoft Outlook e gli altri mailer moderni, Powermail ha una struttura a tre frames: uno per le cartelle di posta, uno per l'elenco delle mail e uno dedicato alla preview del messaggio. Di conseguenza, la velocità di consultazione è buona ma avrebbe potuto essere molto migliorata con dei comandi da mouse o da tastiera più anatomici. Infatti per leggere un messaggio occorre cliccare sulla lista dei messaggi e poi scollare verticalmente il messaggio col mouse. Usare le frecce su e giù serve a spostarsi fra i messaggi anziché attraverso il testo. Questo va un po' contro le abitudini acquisite, ma se ci si abitua permette di scorrere la posta abbastanza velocemente, usando le frecce su e giù per spostarsi fra i messaggi e il mouse per scrollare lungo il messaggio.
Sinceramente avrei trovato più intuitivo usare le frecce su e giù per scrollare il testo e le frecce destra e sinistra per cambiare messaggio, ma in effetti usando la tastiera estesa non è più tanto comodo... Una mancanza leggermente più grave invece è la mancanza di pulsanti per cambiare messaggio se stiamo leggendo i messaggi a tutto schermo anziché nell'elenco delle mail. Invece una piccola bella notizia rispetto ad Emailer è che si possono marcare i messaggi come non letti senza bisogno di applescripts aggiuntive (che non funzionavano sempre perfettamente).

Sempre provenendo da Emailer, una sorpresa semplicemente meravigliosa è il formato delle mailbox.

Il formato della posta è sempre stata una sofferenza in Emailer: esso usa un formato proprietario non documentato e Claris non ha permesso ad altri di scrivere programmi che agissero sulla sua base messaggi per esportarla o archiviarla. Emailer non riesce neanche ad esportare le mailbox per alleggerire la base messaggi attualmente in uso, ma solo di salvare i singoli messaggi come semplice testo (o, via applescript, gruppi di messaggi non troppo grossi). In pratica occorre sempre trasferire le email una per una da Emailer in un template Filemaker Pro pilotando i due programmi tramite Applescript: operazione molto lenta che può durare letteralmente ore, dato che anche i migliori script riescono mediamente a trasferire solo poco più di una mail al secondo.

Al contrario, Powermail permette di importare ed esportare direttamente nei formati di Eudora e di Netscape, oltre che in un suo formato. Questi formati non sono solo standard di fatto, ma sono anche veramente standard perché sono ampiamente documentati, e quindi prevedibilmente saranno supportati da qualunque altro software in futuro.

Inoltre, a differenza di Emailer, il formato è indicizzato per accelerare la ricerca, ed effettivamente ho constatato che la ricerca è istantanea, indipendentemente dalle dimensioni della base messaggi (anche se lo ho potuto provare solo su una base messaggi di 100-150 email). L'unico difetto è che le ricerche che possono essere fatte sono estremamente rudimentali, quasi più che in Emailer: solo una stringa e una mailbox (o tutte le mailbox), senza neanche la possibilità di specificare l'autore della mail. In compenso i risultati della ricerca si mostrano con la parola da cercare evidenziata. (Una feature indispensabile, presente in BBEdit ma clamorosamente assente in Mailsmith, che pure vuole fare della ricerca del testo il suo punto di forza). Inoltre, se la ricerca è insoddisfacente, si può selezionare una lettera e da lì passare ad "altre mail simili", ordinate per somiglianza. Insomma siamo lontani anni luce dalle potenti ricerche in grep di Mailsmith ma almeno il meccanismo di ricerca è, tutto sommato, comodo e facile.

Riguardo all'operazione di scarico della posta, la caratteristica più importante è il supporto del nuovo protocollo IMAP 4. A differenza del vecchio POP3, che permetteva solo di scaricare indiscriminatamente tutta la posta, eventualmente cancellarla e uscire, questo nuovo protocollo, definito nella rfc1730, permette di tenere la posta sul server, organizzarla in diverse mailbox, e consultarla senza scaricarla in blocco. In pratica, risulterà molto più facile controllare la posta usando diverse postazioni di lavoro, senza dovere più fare i salti mortali per evitare di ritrovarsi metà della posta da una parte e metà dall'altra.

Ma anche per chi si collega a internet semplicemente col modem e col protocollo POP3 c'è una caratteristica interessante: Powermail può staccare la linea finito lo scarico della posta e prima di iniziare lo smistamento della posta, in modo da compiere offline questa seconda operazione.

I nanetti durante la notte mi scrivono il riassunto?

Alcune mailing lists ad alto traffico permettono di ricevere la posta in modalità digest, cioè come un unico messaggio giornaliero che contiene tutte le mail della giornata. La prima volta che sentii questo termine, per un attimo sperai candidamente che il messaggio giornaliero contenesse dei riassunti dei messaggi della giornata, un po' come la famigerata rivista "Selezione dal Reader's Digest" conteneva i riassunti dei bestseller... Purtroppo non tardai a rendermi conto della triste realtà che i nanetti che lavorano la notte per fare i riassunti non esistono...

Al contrario di me, i creatori di Powermail non si sono arresi e hanno deciso di fare tutto il possibile per realizzare quella favola: nel programma, a partire dalla versione 2, c'è una originale palette "summarize" che permette di "riassumere" i messaggi che stiamo leggendo, riducendoli a poche righe!!

Naturalmente non è che il programma "capisca" il testo che sta riassumendo (fra l'altro non funzionerebbe mai con l'italiano...), e quindi la cosa è ancora soltanto a livello di gadget.

Il programma non crea nuove frasi, si limita a tagliare via intere frasi e paragrafi che considera poco importanti, con meccanismi di questo tipo (li ho ricostruiti a occhio, riassumendo della posta, nella documentazione non è spiegato niente):

 

  • ai livelli di "compressione" più bassi, vengono eliminati i quotes dei quotes, la firma, i saluti ecc.
  • ai livelli di compressione massima, vengono eliminati tutti i quotes, e del testo vero e proprio vengono tolte le frasi iniziali (si suppone che siano antefatti), le frasi finali e le brevi frasi esclamative.

     

 

Il risultato finale è che - occasionalmente - funziona davvero e coglie il punto saliente di un discorso. La cosa che lo mette più in crisi è riconoscere i quotes come tali, perché si usano tanti segni diversi (">", "> " con lo spazio, addirittura i più eccentrici "%" o "|", e poi naturalmente i quotes dei quotes ">>", "> >" ecc.).

Comporre i messaggi.

L'editor di posta di Powermail si presenta molto simile a quello di Emailer - purtroppo anche nei piccoli difetti, come:

 

  • l'assenza di una funzione di rewrap
  • l'assenza di una funzione che permetta di "apostrofare in ascii" il testo italiano accentato (anche il tedesco si presta a subire trasformazioni analoghe, ma diverse, per eliminare le umlaut).

     

 

Tuttavia queste mancanze sono tali solo se si si vuole rimanere ancorati ai vecchi standard da unix anni '70 (testo ascii e testo wrappato a 72 caratteri), mentre invece Powermail permette formati di posta molto più moderni: non solo gestisce benissimo le lingue accentate occidentali (ISO Latin-1) e slave (ISO Latin-2), ma è avanzatissimo anche sotto l'aspetto del supporto alle lingue con alfabeto non latino: da quanto appare nelle immagini è perfettamente integrato con i Language Kit e con Worldscript I e II.

Una piccola feature che mancava in Emailer e che spero aggiungano in futuro in Powermail è la possibilità di compattare gli allegati con un compressore .zip integrato anziché in .sit con lo Stuffit Engine: infatti il 97% del mondo esterno non usa certo StuffIt e non sente il bisogno di installare un altro programma solo per leggere i miei allegati...
Particolarmente intelligente è il modo in cui si cercano i files da mandare in allegato: mentre il comando "Find" di Emailer era quasi inutilizzabile perché non permetteva di distinguere fra i files veri e propri e i loro alias (era molto facile spedire un alias presente nella cartella "Recent documents" al posto del file vero e proprio), il comando "Find" di Powermail richiama il programma Find introdotto dal System 7.5, e possiamo fare un drag & drop dai risultati della ricerca dentro al messaggio. Favoloso!

I filtri e il supporto ad Applescript.

Sotto questi aspetti, Powermail ha rinunciato alla ricchezza di features di Emailer. Alle volte questo depotenziamento è andato a vantaggio di una maggiore facilità d'uso, ma non sempre.

Per esempio, il settaggio dei filtri permette di impostare fino a due criteri (da soddisfare entrambi) a cui possono seguire fino a due azioni (compresa la possibilità di lanciare uno script). Tuttavia, si sente la mancanza la mancanza di un connettore booleano "NOT" e non si può determinare l'ordine in cui vengono applicati i filtri. Il sistema così ridotto permette di coprire l'80% delle situazioni, ma non tutte: per esempio, se voglio cestinare le mail che una certa persona manda a una mailing list ma lasciarmi aperta la possibilità di leggere eventuali email da lui indirizzate a me personalmente, questo con Emailer o Mailsmith è facilissimo, mentre con Powermail di norma non è possibile.

Invece, sotto l'aspetto del supporto ad Applescript, il depotenziamento di Powermail è stata una mossa abbastanza felice. Vi basti dire che l'istruzione Applescript per far mandare una email ad Emailer era una bestia irsuta di questo genere:

 

make new outgoing message with properties {recipient:{{recipient type:to recipient, address:{address:variabile_indirizzo}, delivery status:unsent}}, delivery status:unsent, scheduled:true, subject:variabile_argomento, signature type:main, content:variabile_corpomessaggio}

 

mentre l'analogo comando per Powermail può essere anche una cosa molto più maneggevole:

 

 

CreateLetter subject variabile_argomento content variabile_corpomessaggio

 

 

Come si vede, si sono persi diversi pezzi, fra cui la possibilità di indicare destinatari in "cc:" e "bcc:" e il mettere in coda il messaggio, ma a vantaggio di una usabilità davvero alla portata di tutti.

Avere le spalle coperte.

Powermail è prodotto dalla fantomatica CTM Development (http://www.ctmdev.com), un gruppo di cinque programmatori nato per sviluppare questo prodotto e focalizzato esclusivamente su di esso. Vista l'aria che tira nel software per Macintosh, nella presentazione del prodotto ci tengono subito a promettere che il gruppo è destinato a durare, e che il piano di sviluppo del prodotto si estende nel futuro, tanto da avere già in cantiere la versione per MacOS X.
Questa dichiarazione, anche a volerla prendere per buona, non dissipa completamente le nostre inquietudini: per un prodotto di software avere dietro una grossa azienda è importante non solo come promessa del supporto in futuro, ma anche nel presente, come supporto capillare. Per esempio, difficilmente Powermail avrà mai un correttore ortografico italiano o una localizzazione italiana, tutte cose che possono permettersi solo aziende grosse come Claris o la Qualcomm.
Anche il canale distributivo scelto è più simile a uno shareware che a un prodotto commerciale: infatti Powermail non viene venduto né nei negozi né dai mail orders: può essere solo ordinato alla Fog City Software (l'azienda che aveva originariamente creato Emailer 1.1 e che adesso produce un mail server per Macintosh) e in cambio mandano in email il programma funzionante senza limiti di tempo.
Il vantaggio è che occorre pagare davvero soltanto 49 dollari e nient'altro: non ci sono spese aggiuntive di trasporto del cd-rom né da pagare l'IVA o il dazio sul software.

L'impressione generale.

L'impressione generale è che Powermail è un ottimo clone di Claris Emailer 2.0.x: ne mantiene abbastanza il look&feel, è depotenziato in alcuni punti ma soprattutto è stato privato delle sue idiosincrasie più antipatiche; anzi probabilmente è Emailer come avrebbe dovuto essere per rientrare a pieno titolo nella famiglia dei prodotti Claris "facili" come Claris Works e Claris HomePage. In questo senso, Powermail si presenta come il successore ad Emailer più naturale, anche se purtroppo non il più credibile, per la colpa esclusivamente commerciale di non avere alle spalle un'azienda nota.

 

Vittorio Barabino - Dicembre '98.