MP3 L'INIZIO DELLA FINE?

di Jurij G. Ricotti
jurij@flashnet.it

Il fenomeno MP3 ha causato, negli ultimi mesi, non pochi problemi alle case discografiche, soprattutto da quando è entrato in stretta collaborazione con il fenomeno Internet.
L'occasione fa l'uomo ladro e questo oltre ad essere una congettura rappresenta in larga scala uno dei peggiori difetti dell'essere umano. Un CD Audio occupa 650 MB e rappresenta 74 minuti circa di musica.
Pensare di spedire 650 MB di dati attraverso la rete di Internet ad una velocità di 56k al secondo è pura follia, considerando anche il fattore bolletta telefonica che inciderebbe sul nostro portafogli. Rifacendo i conti con un modem 56k (più diffuso) si possono trasferire 5.6 Kb al secondo, quindi, per trasferire 1Mb occorreranno circa 5 minuti, è facile immaginare quanto sia impegnativo trasferire 650 MB

Ma ecco l'occasione per l'uomo ladro; un bel giorno venne messo appunto un sistema di compressione audio chiamato MP3, ovvero Mpeg Layer III. Con questo sistema di codifica è possibile comprimere un file audio di 40 MB in soli 4 MB, quindi con un rapporto di compressione 1:10 possiamo disporre della stessa (non proprio, ma inavvertibile) qualità audio di un CD di 650 MB in 65 MB
Ora è facile immaginare come sia più accattivante l'idea di trasferire 65 MB attraverso Internet considerando il risparmio di 1/10mo del tempo.
Adesso alla ricetta truffaldina aggiungiamo una linea ultraveloce, tipo DSL, che fa viaggiare i nostri dati a 640k al secondo o una rete Flat di quelle che ultimamente si presentano sulle offerte dei maggiori gestori di linea telefonica del nostro paese. Infatti per circa 100. 000 Lire mensili possiamo disporre di una linea telefonica Internet 24h su 24.
Pronta la ricetta che decreterà la definitiva distruzione del sistema commerciale discografico mondiale attuale.

Adesso cosa faranno le case discografiche, si chiederanno in molti.
Al momento nulla di risolutivo, anzi. Il fenomeno della trasmissione dei file audio attraverso Internet è dilagato a macchia d'olio e i sistemi la protezione del diritto d'autore sono divenuti obsoleti.
Diventa necessario allora creare nuovi sistemi di pagamento e distribuzione del diritto d'autore.

Il problema sembra risiedere nell'elevato prezzo che hanno i CD una volta raggiunto il consumatore. Il CD una volta stampato viene aumentato del prezzo relativo alla produzione (paga per i musicisti, studio, pubblicità, pr), viene passato alla distribuzione che ne raddoppia quasi il prezzo, per poi passare ai negozi che ne ricaricano una percentuale di guadagno, dopodiché raggiunge il consumatore che paga tutti i passaggi di tasca propria.
Ecco perché un CD raggiunge il prezzo di 45-50mila Lire.
Attualmente il prezzo dei CD in Italia è di poco più alto di quello presente negli altri paesi, consideriamo però il fattore reddito che negli altri paesi è di gran lunga più alto del nostro. In questi termini possiamo dire che negli altri paesi i CD musicali costano meno che in Italia.

Come risolvere la situazione?

Una politica di abbattimento dei prezzi dei CD audio non rappresenterà forse la soluzione definitiva al problema, ma tamponerà la perdita delle case discografiche. Per raggiungere una sistematica diminuzione del prezzo dovranno anche essere adottate delle misure gestionali all'interno della distribuzione del prodotto. Infatti se i negozi di CD divenissero dei semplici punti di distribuzione, come lo sono le edicole adesso, quindi senza dover disporre di un magazzino, con un sistema di resa, si riuscirebbe non solo a vendere i CD a prezzi più contenuti (il negoziante diminuirà il ricarico sul prodotto) ma anche un sistema di monitoraggio adeguato e fedele alla tendenza di mercato.
Con questo sistema è possibile diminuire il prezzo di vendita finale, ed il negoziante non sarà costretto a tenere nel magazzino un invenduto.
In molti casi il prezzo di vendita finale copre anche l'eventuale perdita di invenduto di altri prodotti, che non vengono consumati dall'utenza finale. Al momento parecchi negozi forniscono un servizio di ordine senza disporre della merce nel negozio, questo per non arrischiarsi a prendere prodotti non vendibili.
Con il sistema della resa si potrebbe prendere tutti i prodotti disponibili sul mercato e rendere quelli non commerciati alle case discografiche. Un'altra riduzione di prezzo dovrebbe essere fatta dalle ditte di distribuzione che ricaricano cifre non ragionevoli sul prodotto in distribuzione. Spesso queste società appartengono alle case discografiche stesse e quindi non giustificano tale aumento.
Molte piccole etichette si stanno affacciando alla vendita on-line dei loro prodotti scavalcando così sia il distributore che il negoziante. Potendo quindi ridurre i costi possono vendere il loro prodotto ad un prezzo molto inferiore al normale. Non tutti gli utenti dispongono però della Carta di Credito come mezzo di pagamento, rendendo l'idea ed il servizio on-line ancora poco praticato. Contiamo anche l'eventuale rischio di perdita dei dati della Carta di Credito e vedremo meno utenti che la utilizzeranno per tale scopo. Queste ipotesi sono attualmente praticabili ma non sono state utilizzate dalle case discografiche che si accaniscono sui sistemi di protezione ai prodotti, al contempo denunciano i distributori di MP3 su Internet come Napster.com e danno la caccia ai duplicatori solitari che affliggono il pianeta.

Negli ultimi mesi grosse band come i Metallica hanno attaccato Napster con denunce, intimando limitazioni di accesso con relativa trasgressione della legge sulla privacy. Molti utenti si sono trovati cancellati dalle liste di Napster all'improvviso, questo ha suscitato clamore dal momento che i dati personali di ogni utente erano tenuti in consegna da Napster. Da non meno gli Iron Maiden che hanno provveduto a far stampare il loro nuovo CD in un formato multimediale ascoltabile soltanto dal computer con un particolare sistema di protezione. Per promuovere questa nuova forma di protezione il gruppo ha regalato alcune migliaia di copie di questo lavoro ai fan sopraggiunti hai propri concerti.

Ma la situazione sembra destinata a peggiorare, infatti dopo le denunce a Napster, Napster inizia il contrattacco denunciando addirittura la RIAA alla quale aderiscono tutte le multinazionali della discografia. Secondo Napster la RIAA detiene un controllo monopolistico della produzione musicale, in quanto il sistema di scambio di file ideato da Napster entra in conflitto con le tecnologie utilizzate finora dalla RIAA.
Per questo attacco è stato assoldato David Boies che in passato ha lavorato al caso Microsoft.

Infatti la RIAA vede Napster come una minaccia, non tanto perché intacca le vendite dei dischi, quanto impedisce un accurato controllo di tali vendite. In questo caso Napster minaccia il controllo economico di un'associazione di categoria come la RIAA che è divenuta dominante grazie al controllo della tecnologia precedente. In relazione al caso Microsoft troviamo dei punti in comune. In questo caso RIAA sta utilizzando tutti i propri mezzi a disposizione per schiacciare una nuova tecnologia che minaccia il proprio controllo, condizionando ancora le capacità di scelta degli utenti. Secondo RIAA però Napster è accusata di pirateria su larga scala evidenziando l'assoluta mancanza di licenze per i file messi on line. Il 26 Luglio inizia il processo che determinerà il futuro del mercato discografico mondiale.

Jurij G. Ricotti 10-07-00
jurij@flashnet.it

 

- 10/07/00