Intervista a Francesco Guccini.

Francesco Guccini e il suo Mac - 1999

Non è facile improvvisarsi intervistatori dopo un intervento tecnico su un computer, lo è ancora meno per chi, come me, non ha certo la "penna facile", però quando l'occasione è ghiotta ci si lancia senza pensarci due volte.
L'occasione è quella di dover andare da Francesco Guccini, a casa sua, per dare una "risistematina" al suo computer, che lamenta qualche errorino di troppo.

Francesco Guccini è un mito per alcune generazioni, lo è anche per coloro che non hanno condiviso lotte e posizioni, nel bene e nel male. E' una persona che ti rimane impressa sempre, positivamente, anche solo per semplicità e disponibilità.
Guccini io l'ho scoperto tardi, per colpa del suo modo di cantare, con quel timbro di voce così particolare che non riuscivo a farmi piacere. L'ho scoperto leggendoli, i suoi testi, dopo diversi anni e mi sono piaciuti subito, tanto da farmi soffermare ad ascoltare le sue canzoni, a passare oltre alla sua particolare pronuncia.

Ma torniamo al motivo di questa pagina: l'appuntamento è alle 10, con una decina di minuti di anticipo suono e un Guccini sveglio da poco ed in vestaglia mi apre la porta. Chiedo se è il caso che io ripassi più tardi, ma mi dice che non importa e mi invita ad entrare. Beviamo il caffè insieme, e con noi la figlia intenta a fare colazione con un nuovo fumetto in mano e i fumetti sono il primo argomento, per rompere il ghiaccio, complice la figlia.
Guccini è imponente in tutti i sensi, fisicamente e culturalmente, ed è una persona estremamente piacevole ed accomodante, per nulla atteggiato, anzi, l'idea che da è quella del grande saggio buono con gli occhi birichini, pronto a scattare solo all'odore di una goliardata qualsiasi. Ci accomodiamo al piano superiore, nel suo studio, dove in una scrivania sommersa da libri e oggetti vari spunta un Performa 5300, il motivo della mia presenza.
Quasi come per scusarsi ribadisce la sua completa ignoranza e poca predisposizione per il computer, forse temendo che io cominciassi a imbastire una serie di "potrebbe fare così, potrebbe fare colà e cambiando questo si potrebbe fare neanche quello...", ma io, un po' intimidito gli rispondo che non c'è problema ed estraggo i miei CD-Rom con gli "arnesi del mestiere".
PRAM, Disk First Aid, Norton e aggiornamento del driver del disco sono la mia prima preoccupazione, e mentre osservando la scrivania penso, tra me e me, che il suo disordine mi è familiare, mi ci ritrovo bene. Libri di ogni genere, fumetti e corrispondenza sparpagliati ovunque mentre la scrivania del Mac è sgombra e ordinata.

Pochi programmi installati, MacWrite II e un FileMaker nemmeno tanto recente, e qualche solitario con le carte che risultano essere, alla fine, i programmi che creano più problemi.
Sulla scrivania una confezione di della nuova Omnia Gold per Macintosh, un regalo recente che dopo un fallito tentativo di installazione è rimasta li, come in attesa di un evento straordinario che ne permettesse l'utilizzo.
Il sistema operativo è il 7.5.1 e io gli consiglio un aggiornamento, tanto fino al 7.5.5 ora è gratuito e ne avrebbe comunque tratto dei benefici, e così mi accingo a fare.

La cosa che più gli preme, in assoluto, è che non vada perso o danneggiato un carattere che si è fatto fare apposta, indispensabile per i suoi scritti di ricerca sui dialetti e le lingue, sua grande passione, e che gli consente di utilizzare tutti quei caratteri strani altrimenti non disponibili. Lo rassicuro, e mentre procedo con l'aggiornamento iniziamo una chiacchierata sui dialetti, sulle mie origini veronesi e sulla sua infanzia, con tanto di foto in tempo di guerra: ascoltare i suoi racconti è vero un piacere, tra aneddoti e battute.

Finito "l'intervento" sul 53OO, conclusosi con una "passata" di deframmentazione del disco, lo invito a sedercisi davanti e a provare se tutto funzionasse come prima: il 5300 è rinato, sembra un altro computer (nonostante i suoi soli 16 MB di ram) ed io sono molto soddisfatto delle sue constatazioni. Anche il suo solitario preferito ora è tornato a funzionare come dovrebbe, e non sembra una cosa di poca importanza...

Nell'accordarci per i tempi dell'intervento gli avevo chiesto, spiegandogli la mia attività con Tevac News, se potevo fargli qualche domanda e, soprattutto, se potevo pubblicarla: nessun problema, anzi, ed allora ad intervento finito glielo rammento, cercando di non apparire invadente e promettendogli che non gli avrei rubato più di dieci minuti, ed allora ci spostiamo in un ambiente più adatto, in cucina, dove avremmo potuto anche bere qualcosa di fresco.

Francesco Guccini alle prese con il suo vecchio Performa 5300

Prima che si alzi dalla sua scrivania riesco a fargli un paio di scatti con la QuickTake, ed in cucina ritroviamo la figlia, sempre intenta a leggere, accendo il registratore portatile per il terrore di scordarmi ogni cosa e la chiacchierata continua, questa volta a tema:

Tevac News: Il Guccini informatico.
Francesco Guccini: Io ho preso il computer perché già da molti anni quindi dai primi anni 80, 84 credo o 85, però non ho preso un Mac subito, avevo idea di scrivere un vocabolario dialettale, che poi ho scritto ed è stato pubblicato l'estate scorsa. Quindi avevo bisogno di un sistema, perché avevo iniziato a fare delle schede a mano ma è molto più comodo usare un computer, e poi avevo la folle idea, che poi si è rivelata non dico impraticabile ma insomma un utopia, di catalogare i libri, e tu che sei entrato nel mio studio hai visto il casino che vi regna.
Poi ho visto subito i grandi pregi e devo dire subito una cosa importante, cioé che nell'89, con la scrittura che il personal permette, ho scritto il mio primo romanzo che avevo in testa da quando ero ragazzino e che non ero mai riuscito a fare vuoi il mio disordine, con i fogli che si perdevano e anche per la difficoltà di scrivere a macchina perché ho un sistema molto rapido di scrittura però correggo molto, e quindi il personal permette di scrivere e poi di rivedere annerendo, cancellando, rifacendo, trasformando, taglia, incolla eccetera...

Tevac News: E oltre il lavoro?
Francesco Guccini: Purtroppo ci sono i giochini (ridacchiando) che prendono moltissimo tempo, mi dico "adesso mi rilasso cinque minuti" e quei cinque minuti diventano un'ora, un'ora e mezza e cose così...
Internet l'ho adoperata per un po', adesso la rimetterò su, però ho notato che si perde un sacco di tempo, delle ore, è troppo dispersiva e passano le ore senza che uno se ne accorga, inoltre ero sopraffatto dalla posta: per motivi che sono facili da capire mi ritrovavo sommerso e passavo delle ore a cancellare tutti questi messaggi.
Alla fine il computer lo adopero soprattutto per scrivere.

Tevac News: Come mai un Macintosh?
Francesco Guccini: Mah, perché sono passato casualmente davanti una vetrina Apple, volevo cambiare il mio vecchio computer, che veramente era un TIR con un motore da Cinquecento, ho visto il Macintosh (un Plus o un Classic, N.d.R.) e mi è piaciuto subito. Ho avuto un po' di perplessità all'inizio perché era un sistema completamente diverso, nuovissimo, che però mi è piaciuto subito, e continua a piacermi.
Una volta si tifava (ridacchiando) per Coppi o per Bartali, ora si tifa per Mac o per PC, devo dire però che come cose da aggiungere, programmi eccetera, il PC è più forte, uno adesso va in edicola e trova cento cose per PC e forse una per Macintosh, e questo è il difetto principale del Mac.
Però con il Mac mi trovo benissimo, è facile e mi piace.

Tevac News: Quindi non c'è un motivo particolare della scelta di un Mac rispetto ad un PC.
Francesco Guccini: Onestamente per me è stato il caso a farmi scegliere alla fine un Macintosh, poi mi è piaciuto e credo che continuerò ad usarlo, non conosco molto le differenze ma qui c'è mia figlia che li ha usati tutti e due e che può dire qualcosa di più:
La figlia di Francesco: Oddio, il Mac è più semplice da utilizzare, però il PC si trova dappertutto e soprattutto si trovano i programmi. Quando andavo a scuola non potevo portarmi a casa un dischetto o viceversa perché con un Mac a casa non riuscivo ad aprirli.

Tevac News: Ed il Millenium Bugs?
Francesco Guccini: Io non faccio assolutamente niente perché sono tecnicamente parlando inesistente, quindi spero che facciano gli altri. Ma un amico, che viaggia sempre in Internet, è molto preoccupato, lui vabbe' che è un apocalittico e quindi ama molto queste scene future di medioevo prossimo venturo. Insomma, dice che ha messo molte candele nella sua casa in montagna, che ha fatto provvista di legna perché dice che i primi mesi del duemila saranno terrificanti: salterà la luce, il riscaldamento, e dice anche che tutto il sistema economico, le banche, salteranno per aria, non si saprà chi ha dei soldi e chi non ne ha, che debiti ci sono, una apocalisse a livello mondiale. Mi raccontava anche dell'affare di Los Angeles, che la luce è andata via e anche le fogne sono scoppiate, non è carino, non è affatto carino...

Tevac News: Adesso stai pensando di cambiare Mac.
Per avere più possibilità di lavoro, l'iMac mi sembra più memoria, più velocità...

Francesco Guccini nel suo studio davanti al suo Macintosh

Tevac News: Anche più giochi.
Francesco Guccini: (ridendo sonoramente) ... si anche più giochi ma non è solo quello, il fatto è purtroppo che anche i computer sono macchine che nel giro di poco tempo diventano obsolete, quindi bisogna sempre rinnovarle e rinnovarsi, questo è il gioco del computer ma che poi è il gioco di tutto, perché una volta uno comprava un oggetto e lo teneva per una vita, adesso automobili, televisori, frigoriferi e lavatrici si devono cambiare ogni tanto e lo stesso il computer.
Fa parte della civiltà attuale, dove una cosa è fatta non per durare ma per essere rinnovata perché vuole la tecnologia, la filosofia stessa della civiltà dei consumi è questa.

Tevac News: Però tu usi MacWrite II per scrivere, un programma morto da tempo e che tu molto probabilmente continuerai ad usare anche sul nuovo iMac, nonostante magari i nuovi Word 98 eccetera.
Francesco Guccini: Si certo, sicuramente non lo cambio perché sono abituato a quello e mi ci trovo bene, però c'è sempre il problema di non riuscire a leggere dischi di altri computer, e se il computer mi dice che non lo posso "cosare" perché... ma come perché? E io mi ci arrabbio, perché con i computer ogni tanto ci si arrabbia, almeno così posso aprire tutto.

 

La storia continua: un anno dopo

 

02/07/99 - Roberto Rota, Bologna.
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- 21/07/99