La Guerra dei MegaHertz

[19 maggio 2000] Sul fronte PC, dove per decenni Intel ha fatto da padrona quasi incontrastata, la guerra delle prestazioni si misura in MHz, numero che solitamente accompagna e descrive il processore utilizzato. Altre case costruttrici, AMD ad esempio che un tempo era conosciuta per produrre cloni di Intel, sono diventate sempre più agguerrite e concorrenziali, hanno affilato cioè tutte le armi a loro disposizione per conquistarsi fette di mercato sempre più considerevoli, e il parametro che spesso fa girare l'ago della bilancia è, appunto, la velocità del processore.
La concorrenza abbassa i prezzi, ed è possibile acquistare processori che sfiorano il GigaHertz ad un costo improponibile per un processore fino a poco tempo fa.
L'utente tipo si fa volentieri coinvolgere da questa lotta per la supremazia, che si traduce alla fine nell'invidia del vicino di casa o del collega. Spesso accade che, per potersi permettere il processore all'ultimo grido, l'utente sfruttando assemblatori spesso "cantinari" riesce a risparmiare parecchie centinaia di migliaia di lire, realizzando così sistemi velocissimi sulla carta ma pieni di colli di bottiglia dovuti alla scarsa qualità degli altri componenti, scheda logica per prima, che alla fine vanificano il superlavoro del processore tanto agoniato.
Sul fornte Apple, invece, il monopolio IBM/Motorola dei processori ha creato una situazione di stallo. Vuoi per rivalità aziendali tra i due fornitori, vuoi per evidenti difficoltà tecnologiche, la frequenza di lavoro dei chip utilizzati da Apple è inferiore di qualche centinaia di MHz rispetto al mondo PC.
C'è da dire che l'indiscussa superiorità del processore PowerPC spesso ha colmato le lacune in MHz, se non troppo estese, e che la qualità della componentistica utilizzata e del suo assemblaggio fa sì che la diffeenza sul lato pratico sia minimale, se non addirittura a vantaggio dei computer Macintosh.
Molti test infatti, realizzati da fonti attendibili e imparziali, hanno dimostrato più volte come, a parità di operazioni da svolgere, le prestazioni dei PowerPC siano superiori di quelle dei PC di pari frequenza e talvolta anche di frequenze superiori.
Il divario però è più sentito dal punto di vista commerciale, è più facile promuovere e vendere processori che hanno dei numeri in più.

 

I commenti dei lettori:
(In ordine cronologico, partendo dall'ultimo arrivato)

 

Date: Tue, 23 May 2000 14:49:39 +0200
From: Trocca Filippo <ftrocca@mail.com>
Subject: La guerra dei mhz
Ciao Roberto,
sono un ragazzo di 20 e frequento l'ultimo anno del liceo scientifico. Purtroppo mi trovo a convivere con i problemi che tu hai descritto giornalmente, in una scuola di 400 persone sono l'unico a possedre un mac e forse sono la persona che ha portato professori e compagni a conoscere questo mondo a loro precedentemente sconosciuto, purtroppo con non molto successo visto che a scuola continuiamo a essere sommersi da un una marea di pc con i vari problemi connessi.

Purtroppo mi rendo conto che l'unico termine di paragone utilizzato dalla nostra società per confrontare i vari computer è il mhz, parola magica in grado di far illuminare gli occhi dei miei compagni al solo pensiero di poter avere un processore da un GHz. Non esiste nient'altro, solo il fatto di aver un computer che è più veloce dell'amico vuol dire che sicuramente è anche migliore. Li sento parlare giornalmente della possibilità di sostituire il proccessore, senza che si preoccupino dei problemi di collo di bottiglia che tale operazione può comportare, alcuni non sanno neppure cosa significhi collo di bottiglia applicato al computer. Perché esiste una tale disinformazione?

Come ha già descritto Leo il problema è nato dalla pubblicità che spinge sopratutto sul Mhz, uno dato immediatamente controllabile dall'utente, basta leggere. I produttori hanno bisogno di vendere i nuovi computer che sono diventati un tale strumento di massa che quasi in ogni casa è presente un computer, bisogna trovare un modo affinché l'utente sia spinto sostituire il gioccattolo con uno nuovo, ed i mhz sono diventati il motivo più facile da vendere e da proporre. Negli ultimi mesi il vertiginoso aumento di mhz ha permesso di convincere in maniera ancora più marcata la società che un aumento di velocità del processore significa anche un notevole aumento delle prestazioni del computer (altrimenti perché le ditte si farebbero guerra a suon di mhz) cosa in realtà non sempre vera. Tale sistema di informazione ha permesso alle varie ditte di vendere macchine che hanno sostituito computer che portavano a termine i maniera egregia il loro compito ed hanno spinto persone ha comprare un pc nuovo pur non sapendo cosa farsene della potenza in più che è ora é a loro disposizione. Purtroppo la nostra società consumista spinge su questo continuo ricambio di tecnologia perché permette un'economia ricca, infatti le patrie di un tale sistema sono gli Stati Uniti e il Giappone dove il consumatore spende quello che avrà in busta paga fra circa due mesi. Non sono in grado di dire se questo sistema sia giusto o sbagliato, lascio a chi legge decidere.
Filippo Trocca

 


22-05-200
Contributo di Daniele Volpi
Titolo: La Velocità

Ho scorso con estremo interesse le ultime considerarazioni che Roberto [Rota] ha voluto pubblicare qualche giorno fa; mi ritrovo completamente in accordo e posso aggiungere ancora qualcosa ad questo argomento assolutamente spinoso.

LA VELOCITA'.
Per qualche oscuro motivo l'utente informatico italiano non fa altro, prima di acquistare un elaboratore che vorrà utilizzare con uno dei sistemi operativi che vanno per la maggiore, che scorrere le specifiche di sistema alla ricerca del numero magico, della panacea per tutti i suoi mali. La velocità del processore. Sembra che il numerino espresso in Megahertz non rappresenti altro che il coagulo di tutte le tecnologie, della scienza che ha fatto grande queste macchine. Cosa importa della scheda grafica, della velocità del disco rigido, della bontà del Bus di sistema. Abbiamo un gran bel processore, il resto e solo polvere dietro di noi. E la pubblicità non fa altro che alimentare con ferocia questa idea questo modo di pensare sbagliato e perverso.
Ricordate la campagna pubblicitaria per l'ultimo nato fra i processori della Intel? Compra un Pentium III e potrai solcare la grande Rtete alla velocità del vento. Salvo poi accargersi che le giornate da lupo di mare dei novelli utenti erano, solo ed esclusivamente, calma piatta...
In fondo la colpa è anche nostra. Come limitarsi a pensare che una struttura complessa come un elaboratore elettronico possa essere ridotta al solo microprocessore! Come riusciere a credere ciecamente alle promesse lucide e patinate che ci vengono fatte ogni giorno? E' sufficiente sedersi un attimo e pensare... Non si può navigare la Rete a velocità vertiginose con un semplice modem a 56K, non si può pensare di realizzare il compito che normalmente demandiamo ad un server, utilizzando un personal da tavolo. In fondo per qualsiasi lavoro esiste lo strumento più adatto.
E non abbiamo ancora parlato dei programmi! Programmi troppo spesso non ottimizzati per il sistema con cui sono utilizzati. Addirittura non adatti al processore della macchina su cui sono caricati perché costruiti utilizzando un codice obsoleto.Per anni sul lavoro ho disegnato con una versione di Autocad ™ ottimizzata per i processori x386 ed un PC che montava un Pentium II. Anche questo appesantisce i colli di bottiglia che si vengono a formare nelle nostre macchine.
Il mix di codice non ottimizzato e di macchine costruite utilizzando parti di non grande qualità non fa altro che tarpare le ali al sistema in termini di velocità e configurabilità. E poi taglia, taglia, ma a forza di economizzare sulle schede delle macchine il risultato potrebbe riservarci simpatiche sorprese. Perché non si possono paragonare certe schede provenienti da oscuri produttori di Taiwan con quelle ben più complesse ed ingenierizzate dei produttori di grido. Chi ci assicura che il sistema non dovrà sacrificare altre risorse pur di spingere la carretta e portare avanti il lavoro?
Mi ritornano alla mente le discussioni della mia adolescenza, quelle fatte con con gli amici, in merito a certe 'dimensioni' fisiche piuttosto personali; allora non ci rendevamo conto di quanto sciocchi e superficiali potevamo essere. Eppure è questo che che ancora facciamo: pensiamo che "piu grande" è meglio ( nel nostro caso più veloce...) senza curarci di cosa dobbiamo fare tanto velocemente.
La soluzione è molto semplice: usiamo la testa prima della carta di credito e chiediamoci " Chi tra noi due, utente e venditore, sa veramente quello di cui ho bisogno?" e poi comportiamoci di conseguenza.
Nel campo dell'informatica le promesse e le belle parole non hanno mai portato a nulla di buono. Noi dobbiamo pretendere i fatti, per cui paghiamo, o no?
Bao.


Date: Fri, 19 May 2000 11:48:10 +0100
From: Marco Bambini
Subject: La Guerra dei MHz

Ciao Roberto, sono Marco Bambini, volevo dirti che c'e' un interessantissimo articolo che riguarda la guerra dei MHz tra Motorola e Intel e C.
Devo dire che purtroppo mi trova d'accordo in molti punti e soprattutto la conclusione: il PowerPC e' potenzialmente migliore, ma non avendo competitori ha perso gran parte del suo vantaggio tecnologico. La guerra dei MHz tra Intel, AMD e soci non ha fatto altro che offrire processori migliori per il mondo Win a prezzi sempre piu' passi.
Ho l'impressione che IBM e Motorola si siano sedute un po' troppo sugli allori e che adesso il gap da recuperare sia molto difficoltoso.
Il guaio per Apple e' che si e' sempre appoggiata ad aziende la cui divisione microprocessori non e' il loro core business e secondo me adesso la situazione si sta' facendo quantomeno imbarazzante.
L'articolo lo trovi all'indirizzo: http://www.realworldtech.com/page.cfm?ArticleID=RWT051400000000
Saluti,
Marco Bambini

 

 

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