Oggi ho il dente avvelenato.
Anzi, per dirla tutta sono incazzato nero!

Dopo essermi troppo presto felicitato per la velocità (dopo mesi di attesa dalla richiesta, sic!) con cui la banda che ospita Tevac è stata quadruplicata, per tutto il pomeriggio ho assistito a prestazioni da tartaruga delle mie pagine.
Colpa della mia connessione (ISDN) pensavo, ma girando da alcuni clienti e monitorando le prestazioni anche da loro mi sono dovuto ricredere, non era la mia linea ma qualsiasi connettività diversa da Interbusiness ad avere problemi.
Mi spiego meglio: velocità normali se vado (uso il presente perché il problema sussiste anche nel momento in cui scrivo, e sono passate molte ore) verso siti esteri, ma non appena tentavo di raggiungere queste pagine o le mie caselle di posta elettronica crollo immediato delle prestazioni.
Problema del sito, o peggio del provider, penso allora io, ma nulla di più sbagliato: se traccio le prestazioni verso altri siti appoggiati su Interbusiness il risultato è il medesimo: veloci fino alla "barriera" con Interbusiness, poi tutto diventa un terno al lotto ma le prestazioni non scendono mai sotto i decimi di secondo.
Decimi, esatto, a volte oltre il mezzo secondo, quando normalmente dovrebbero essere centesimi, e pure pochi, oltre ad una marea di pacchetti persi...
Un esempio? Ecco un traceroute, ovvero la strada percorsa da un segnale che da casa mia cerca di raggiungere le mie pagine:

<traceroute:212.131.168.10> www.tevac.com   
Hop
  Sent 
Received
  Seconds 
IP Address
Name
1
YYY
YYY
0.003
0.0.0.0 No host name found.
2
YYY
YYY
0.014
151.5.168.61 bo1ie03u.iunet.it
3
YYY
YYY
0.024
151.5.168.1 No host name found.
4
YYY
YYY
0.031
151.5.207.25 No host name found.
5
YYY
YYY
0.022
192.106.1.145 gw3.iunet.it
6
YYY
YYY
0.11
192.94.212.74 No host name found.
7
YYY
NNY
0.34
194.177.110.8 interbusiness.mix.aiip.it
8
YYY
YNN
0.26
151.99.49.85 r-mi46-mix-atm1.interbusiness.it
9
YYY
YNN
0.45
151.99.49.97 r-mi16-fe5.interbusiness.it
10
YYY
YNN
0.39
151.99.49.38 r-rm9-mi16-atm2.interbusiness.it
11
YYY
YNN
0.48
151.99.100.67 r-rm40-fa6.interbusiness.it
12
YYY
YYY
0.51
212.131.0.70 r-coimex.interbusiness.it
13
YYY
NYY
0.32
212.131.168.10 fresia.quesse.it (www.tevac.com)

Se non siete in grado di capire un traceroute (comando Unix per misurare le prestazioni di un tot di pacchetti di dati in un dato percorso), cercherò di spiegarvelo brevemente: la riga 1 è casa mia, la mia rete domestica, mentre la riga 13 è il sito web Tevac, quello che state leggendo. Dal 2 al 12 sono tutti i computer che un segnale incontra, per dirla in parole povere, per arrivare da casa mia a Tevac News, e potrebbe essere, ad esempio, il percorso della richiesta di una pagina web (e a ritroso della sua ricezione) o l'invio di una mail.
Fino alla riga 5 le prestazioni sono nella norma, non eccellenti ma accettabili, sono le 18 e la rete è anche molto trafficata e ciò influisce certo negli esiti del traceroute.
La riga 6 evidenzia già un certo calo della risposta, ma se fosse solo la riga 6 sarebbe niente, un "incidente di percorso" magari occasionale (anche se questo test l'ho ripetuto parecchie decine di volte, sempre con risultati simili).
Dalla riga 7 il crollo: dai 3 ai 5 decimi di secondo, tempi da sedersi per terra...
E i pacchetti persi! Se notate la colonna di sinistra rispetto ai tempi, quelle N rosse rappresentano le quantità di pacchetti di dati persi su quelli inviati, ovvero su tre pacchetti di dati due non si sa che fine facciano...

Il nocciolo di tutta la faccenda è il fatidico "interbusiness.mix.aiip.it", nodo in cui convergono, semplifico sempre per cercare di essere chiaro e comprensibile, tutti i provider e le linee che non fanno parte del circuito Interbusiness, ovvero, la linea di confine tra la rete Telecom ed il resto del mondo.
Dalla riga 7 in poi, infatti, il segnale entra in "territorio nemico" e, come tutti i nemici che si rispettino, trova un sacco di ostacoli a frenare la sua avanzata, e si vede.
Perché uso terminologie belliche? Perché di guerriglia penso proprio che si tratti, perché i disservizi su questo nodo (il 7 per capirsi) non sono così poco frequenti e casualmente a rimetterci sono tutte le connettività diverse da Interbusiness, ovvero le grandi concorrenti di TIN e Interbusiness.
Un caso?

Lavori di potenziamento, inconvenienti sulla rete ATM, router che saltano e dedicate che si allagano, rimane il fatto che sono sempre qui a lamentarmi di questo sistema di comunicazioni da terzo mondo, dove le linee sono in mano ad un ex-monopolista che può continuare comunque a fare il bello e il cattivo tempo, con ogni mezzo, spesso pure discutibile se non palesemente oscuro.
Motivazione: mantenere, se non il monopolio del settore perso per ora solo sulla carta o poco più, il controllo sulla concorrenza e margini di guadagno ovunque, giustificati o meno è lo stesso, fin quando le è permesso.

 

La spina dorsale delle telecomunicazioni italiane è in mano a Telecom.
Su Internet come per la telefonia fissa, i gestori alternativi possono tentare di fare quello che vogliono ma nulla possono se si trovano lungo la strada gli ostacoli tecnici e non seminati da Telecom Italia.
Qualche esempio? Subito accontentati:

ADSL.
A qualche mese dalla partenza del nuovo servizio di comunicazione, gli utenti attivi si contano con il contagocce rispetto alle domande (beati loro, dirà qualcuno, almeno sfruttano tutta la banda disponibile, finché dura...).
Perché le attivazioni vanno a rilento? Perché tecnicamente, anche se fate richiesta di una abbonamento ADSL ad un gestore che non sia Telecom, l'ex-monopolista è l'unico che può realmente attivarlo e non lo può/vuole fare, perché non è ancora in grado di soddisfare tecnicamente le richieste e soprattutto perché non vuole favorire la concorrenza.
Personalmente ho esperienza di almeno 15 clienti che, presso diversi provider, hanno richiesto ADSL fin dalla prima ora: nessuno l'ha ancora ottenuta, nel frattempo ad alcuni è pure scaduto l'abbonamento da Internet disdetto per ovvi motivi.
I gestori interpellati, anzi sommersi dalle proteste, si lamentano a loro volta: Telecom non collabora, Telecom li ostacola etc etc.

Telefonia fissa.
L'ultimo miglio, ovvero la sua liberalizzazione, è slittata per decisione dell'Authority sulle Telecomunicazioni da luglio a settembre, e Telecom ha già annunciato che non riuscirà ad evadere, per i "soliti" motivi tecnici, più di qualche migliaio di disdette di abbonamento al mese, cifra ridicola rispetto alle disdette già preannunciate.
Se volete smettere di pagare il canone-sanguisuga delle bollette Telecom, quindi, preparatevi a fare una lunga coda, ed intanto continuate a sborsare.
Ciliegina sulla torta la richiesta di un super-canone per coloro che disdiranno l'abbonamento con Telecom. Motivazione: mancato guadagno sullo sfruttamento di linee che comunque appartengono all'azienda guidata da Colaninno. Per fortuna che il TAR del Lazio ha bocciato questa assurda richiesta, ma c'é poco da mollare la guardia, non crediate che i vertici Telecom si siano dissuasi dalle loro intenzioni.

A suo tempo osannai l'avvento di Colaninno alla guida di Telecom Italia, dopo il successo della ben famosa OPA, speranzoso che la nuova dirigenza avrebbe portato una ventata di aria pulita e di conduzione a misura di utente nella società.
Temo invece che le sacche inquinate, ben radicate nei palazzoni dell'ex-monopolista e che per decenni hanno guidato le manovre sanguisughe di SIP prima e di Telecom poi, abbiano preso il sopravvento contagiando e frantumando tutte le buone intenzioni iniziali della nuova amministrazione.
Un vero peccato, una grande occasione persa, e noi qui ancora a roderci il chiccherone ad ogni bolletta o ad ogni qualvolta che non si può utilizzare il web o la posta elettronica.

Perdonate lo sfogo...
Roberto Rota.