22-nov-2000

LETTERA ALLA RIVISTA ALTROCONSUMO

Spettabile Altroconsumo,
sono un vostro abbonato da alcuni anni e, in generale, apprezzo la vostra rivista (compresa Soldi & Diritti) per l'informazione obiettiva  e precisa che offre in molti campi. Tuttavia, ahimé, devo sottolineare che quando parlate di computer, soprattutto indirettamente (internet, telecamere, periferiche in genere...), tendete ad avere un solo punto di vista: quello di chi possiede un PC con sistema operativo Windows. Certo, lo so che è il sistema operativo che hanno più di 90 utenti di computer su 100, ma, se la vostra è una rivista di "informazione indipendente per i consumatori", ci vorrebbe un po' di attenzione anche per altri sistemi operativi e altri PC. Io faccio parte di quella MINORANZA che da più di 10 anni usa con grande soddisfazione un Apple Macintosh; noto con piacere che, soprattutto negli ultimi anni, nei test di computer avete introdotto i Mac e in genere date un giudizio obiettivo. È nei test sulle periferiche o sull'uso del computer che spesso ritorna la "logica della maggioranza". Vi faccio due esempi, tanto per essere concreti:

1) Numero 125, marzo 2000, servizio a pagg. 24-25 su internet dal titolo "Primi passi sulla rete". Ad un certo punto, quando si parla del computer che serve per collegarsi è scritto: "Anche un modello di computer Pentium 100 con 16 Mb di Ram è sufficiente". L'affermazione non è corretta. Già di per sé nel mondo PC esistono altri processori (come Athlon di AMD), ma qui vorrei sottolineare che il Mac, in questo modo, sarebbe tagliato fuori in quanto non monta i Pentium di Intel, bensì i Power PC (di Motorola e IBM) altrettanto, se non in alcuni casi, più performanti e veloci. Insomma non occorre avere un PC con Pentium per navigare in internet! Spero si tratti solo di una svista...

2) Un errore più grave l'ho riscontrato nell'ultimo numero (132, novembre 2000), nel servizio dal titolo "Videocamere? Digitali", occhiello "Il montaggio video con Pc è parecchio caro". Nell'articolo si analizzano con competenza diverse videocamere Mini-DV e Digital 8, tutte dotate di un'uscita DV e, in alcuni casi, come i modelli Sony e le due Canon in questione, anche di ingresso DV. Questo dà la possibilità di collegarle a un computer per il montaggio video. Ed ecco il problema! A conclusione dell'articolo (pag. 32) affermate: "Se volete fare un montaggio vero e proprio, dovrete utilizzare il PC. Il che è più facile a dirsi che a farsi: avrete bisogno di un apposito kit, composto da un software, dei cavi e una scheda da inserire all'interno del vostro computer (...) bisogna sganciare altri soldi: da 350.000 mila lire in su". Questo non vale per i Mac. Infatti TUTTI quelli di ultima generazione (escluso il modello iMac base) montano di serie (comprese nel prezzo di acquisto) una o due porte Firewire (quelle che Sony sulle sue telecamere chiama i-Link) e sono forniti con il software di montaggio video iMovie 2.0, gratuito, semplice, intuitivo da usare, ricchissimo di funzionalità e riconosciuto come uno dei migliori software usciti negli ultimi anni per la sua facilità d'uso e la sua versatilità. Con le videocamere Canon e Sony (ma anche molti modelli Panasonic) dotate di uscita DV è dunque possibile riversare sull'HD del Mac il filmato video, montarlo con iMovie e, se la telecamera ha anche il DV-IN abilitato, riversare il tutto sulla telecamera, senza alcuna perdita di qualità. Il tutto senza alcuna spesa aggiuntiva (in alcuni modelli Mac ci vuole solo un cavo firewire adatto, costa circa 70-80 mila, ma gli iMac per esempio lo forniscono di serie).

Detto questo resto un vostro fedele abbonato, anche se vorrei un po' più di attenzione a chi la "pensa diversamente"! Cordiali saluti.

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Carlo Barolo