il progetto S.E.T.I. sta per partire!
http://setiathome.ssl.berkeley.edu/

Si ricercano beta tester per Mac: http://setiathome.ssl.berkeley.edu/alpha/mac_alpha.txt

Che cos'è il SETI?
Ti allego un piccolo articolo in esclusiva per Tevac News che spiega il tutto.

Non esistono prove concrete dell'esistenza di forme di vita al di fuori del nostro sistema solare. Non è nemmeno possibile, però, dimostrare che il pianeta Terra è l'unico corpo celeste dell'universo in cui è presente la vita. Un metodo per cercare di individuare eventuali presenze di vita extra-terrestre, consiste nel ricercare particolari segnali tra le milioni di frequenze captate dai grandi radiotelescopi usati per le telecomunicazioni. Gli scienziati, infatti, sono convinti che eventuali forme d'intelligenza che volessero comunicare con il nostro pianeta, lo farebbero utilizzando le onde radio, sfruttando in modo particolare le microonde, essendo quest'ultime scarsamente attenuate dalle nubi delle polveri interstellari. Nessun fenomeno naturale, inoltre, emette onde radio sulla gamma delle microonde a frequenze ravvicinate.
Il SETI è un grande centro statunitense, che da oltre venti anni, si occupa della ricerca d'intelligenza extra-terrestre, impiegando potenti antenne sparse per lo più sul territorio americano (recentemente sono state aggiunte le antenne di un osservatorio australiano e dell'Istituto di Radioastronomia italiano a Bologna). Inizialmente finanziati dal governo americano, adesso questi centri di ricerca ricevono fondi solo grazie alle donazioni e alla generosità di colleghi d'altri istituti di ricerca. Non è facile portare avanti questo tipo di studi, essendo lento ed estremamente rigoroso il processo d'analisi che bisogna effettuare quotidianamente.
Non è semplice, infatti, analizzare i milioni e milioni di segnali che giornalmente sono captati: è necessario salvare e analizzare successivamente questi dati con particolari procedure che richiedono tempo ed enormi capacità di calcolo.
Da qui, la brillante idea di alcuni ricercatori californiani: utilizzare le potenzialità di milioni di computer di appassionati utenti collegati ad Internet.
Chi vuole partecipare a quest'iniziativa, dovrà semplicemente scaricare un software e usare un po' di tempo ogni giorno per analizzare alcuni pacchetti di dati che si potranno scaricare giornalmente da un apposito sito. Gli scienziati hanno calcolato che, se anche solo 50.000 persone s'impegneranno nell'iniziativa, la potenza di calcolo complessiva coinvolta sarà equivalente a quella impiegata nei maggiori progetti che sfruttano potentissimi super-computer di cui i ricercatori del SETI, per i motivi prima descritti, non possono disporre.

COME FUNZIONA
Fra qualche mese, si potrà iniziare a collaborare al progetto denominato SETI@home. Un potente radiotelescopio che si trova ad Arecibo (Portorico), trasmette i dati a Berkeley; da qui i dati sono analizzati e trattati in modo da eliminare i rumori ed evidenziare eventuali segnali di origine extra-terrestre. Nel corso di tutto lo scorso anno sono state sviluppate diverse versioni prototipo dei software per la distribuzione dei dati e per l'analisi dei segnali.
La versione finale del software, che potrà essere scaricata da chiunque lo desideri, dovrebbe essere pronta per la fine di quest'anno. Per gli utenti finali, il programma funzionerà come uno screen-saver: quando il computer non è utilizzato, si attiverà il software che analizzerà via via alcune porzioni dei dati presenti in un file precedentemente scaricato da un sito Web, dopodiché trasmetterà dopo un determinato periodo di tempo, i risultati ad un server appositamente predisposto.
Da un sito Web sarà possibile man mano scaricare informazioni aggiornate sullo stato della ricerca, oltre a materiale formativo e educativo.
L'aspetto ed il comportamento del salvaschermo potranno essere decisi dall'utente il quale avrà la possibilità di selezionare tra le modalità "Science Mode" (visualizzazione in tempo reale dell'elaborazione con spiegazione matematica) e "Sky Progress Mode" (mostra come procede l'esperimento, indicando fase dopo fase i punti d'interesse trovati nella volta celeste). L'"Earth progress mode", invece, mostrerà su un mappamondo il numero di persone coinvolte di volta in volta nell'iniziativa. Un progetto insomma, veramente affascinante e che vede per la prima volta coinvolte persone di tutto il mondo, intorno ad un'iniziativa di carattere tecnico-scientifico.
Per partecipare, basta poco: se siete stanchi di vedere i soliti "pesci"" o "tostapane volanti"" sugli schermi dei vostri monitor, forse è il caso di iniziare a scaricare un nuovo e affascinante salvaschermo che, chissà, potrà forse cambiare per sempre la vita dell'umanità quando e se si scoprirà di essere non più i soli e unici abitanti dell'intero universo.

Per informazioni sul progetto SETI: http://www.bigscience.com/

Mauro Notarianni
Macintosh Magazine

© Mauro Notarianni - Roma - 7 maggio 1999


- 07/05/99